Una settimana fa, al momento dell’inizio dell’ennesimo rodeo oscurantista che coinvolge una grande kermesse editoriale italiana, “Più Libri Più Liberi” (al via oggi a Roma), e una casa editrice accusata di «indegnità culturale», Passaggio al Bosco, ho rovesciato una clessidra. Sapevo che, prima della fine del flusso di sabbia, qualcuno avrebbe pensato bene di tirare dentro la polemica anche Idrovolante Edizioni, il marchio che dirigo. E difatti, puntuale come la nebbia a novembre, è arrivato il prode Paolo Berizzi su Repubblica a scagliare la sua pietra, proprio mentre eravamo ad allestire lo stand. Una delicatezza rara. Berizzi definisce la mia realtà editoriale «vicina all’estrema destra» e in cerca di «sdoganamento», mentre Sara Scarafia su Repubblica gli dà manforte parlando di «nuove crepe» che si aprono intorno alle presenze sgradite alla Nuvola di Fuksas.

Ebbene, pur sostenendo il pieno diritto di qualunque editore ad inoltrare domanda di partecipazione per qualsiasi fiera d’Italia, trovo sia necessario fare alcuni distinguo:

1. Idrovolante non è un progetto editoriale militante, e quindi chiunque apprezzi i titoli del nostro catalogo e voglia acquistarli, presentarli o ospitarli è ben accetto. Come pure chiunque senta il bisogno di muovere critiche circostanziate e non strumentali. La cultura, per noi, è un porto aperto, non un fortino.