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Danno lezioni di libertà ma chiedono l'esclusione di chi non la pensa come loro perché di destra
Questi qui sarebbero capaci di stracciarsi le vesti anche davanti a Galeazzo Musolesi, il fiero alleaten di San Giovanni in Persiceto reso immortale dalle Sturmtruppen. No, non per ignoranza, perché forse Bonvi lo conoscono, ma per la banalità della petizione indignata. Il sospetto è che se fossero davvero antifascisti non ne farebbero una parodia. Lo spettacolo questa volta va in scena a «Più Libri Più Liberi», fiera della piccola e media editoria che si svolge a Roma nei primi giorni di dicembre. Gli «infami» sono quelli della casa editrice Passaggio al bosco, che già puzzano per il riferimento a Ernst Jünger, troppo aristocratico, troppo dandy, rivoluzionario conservatore, ma comunque capace di dire no al nazismo con Hitler al potere, e non è cosa da niente, ma se poi si va a vedere il loro catalogo ci sono senza dubbio autori del pensiero totalitario, collaborazionisti come Degrelle, e poi Evola e Codreanu e così via, con tutto il pensiero oscuro dei nemici della società aperta. Cose che non sopportano: la democrazia, i liberali, l'Occidente venduto al mercato e il capitalismo. Se li guardi un po' da lontano rischi di confonderli con i loro accusatori. Cosa è successo? Si sono alzati 80 probiviri più o meno di chiara fama e hanno gridato: allarmi son fascisti. «È proprio necessario ospitare editori di autori di chiara fede neo nazista?». Se lo chiede primo fra tutti Emanuele Fiano, che ha dimenticato le ingiurie subite dai Pro Pal, e a seguire le firme di scrittori, cantanti, attori, intellettuali sparsi e perfino editori. Non si possono citare tutti, ma qualcuno sì: Claudio Santamaria, Vittorio Sermonti, Diego Bianchi (Zoro), Anna Foa, Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Zerocalcare, Domenico Starnone, Carlo Ginzburg, Domenico Procacci, Loredana Lipperini, Christian Raimo, Caparezza, Valerio Renzi, Massimo Giannini, Daria Bignardi. Sono i più rinomati partigiani senza montagna, antifascisti senza regime, sempre in direzione ostinata e corrente. Poi ci sono le case editrici: Fandango, Momo, Bao, Tlon, Add, Hacca, Red Star, Fondazione Feltrinelli, Alegre, Altraeconomia, Futura, Tamu, Coconino e purtroppo 66thand2nd e Minimum Fax.






