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L’ex deputato (del Pd) Emanuele Fiano ha chiesto se sia "proprio necessario ospitare editori di autori di chiara fede neofascista o neonazista"

Quello che pubblica un editore non è sindacabile, fino a quando rimane nei termini fissati dalle legge. Passaggio al bosco è certamente un editore di destra ma anche gli autori di destra, talvolta estrema, meritano di essere conosciuti, proprio come quelli di sinistra, talvolta estrema. Nell’ampio catalogo, ci sono capolavori come Il solstizio di giugno di Henry de Montherlant. C’è la nuova destra di Alain De Benoist e quella assai diversa di Guillaume Faye o Dominique Venner. Ci sono i discorsi di Benito Mussolini risalenti alla Repubblica Sociale. Qualcuno crede di poter intendere il neofascismo senza conoscerli? C’è Berto Ricci, capo della scuola di mistica fascista. Fu il maestro di Indro Montanelli.

È un catalogo estremo? Certo, è il motivo per cui è interessante. Stupisce che Passaggio al bosco sia finito nel mirino per la sua partecipazione a Più libri, più liberi, fiera della piccola editoria che fin dal nome dovrebbe tutelare il pluralismo (a Roma dal 4 all’8 dicembre). L’ex deputato (del Pd) Emanuele Fiano ha chiesto se sia «proprio necessario ospitare editori di autori di chiara fede neofascista o neonazista ». Domanda retorica. Altre voci si sono aggiunte. Ma c’è da notare il corto circuito. Emanuele Fiano ha subito innumerevoli e spregevoli tentativi di censura sulla questione israelo-palestinese. Perché proprio Fiano ora chiede di escludere una voce dissonante? La questione è semplice, e la fotografa bene l’Associazione italiana editori: «l’Aie non ha mai selezionato né mai selezionerà gli espositori che richiedono uno stand sulla base degli orientamenti culturali e politici e della linea editoriale».