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Il direttore Cerno ha smascherato la strategia della sinistra durante l'ultimo intervento in tv: "Ormai la censura fa parte del programma, io non devo parlare"

Scontro ad alta intesità a Dritto e Rovescio, il programma di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, che questa sera ha dedicato ampio spazio al racconto della rapina di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Il dibattito è acceso sulla posizione della vittima dell'intrusione da parte dei malviventi, che ha colpito con un coltello uno dei ladri durante la collutazione: il tema è quello della legittima difesa, che secondo alcuni non esisterebbe nemmeno in questo caso, perché il malvivente è poi deceduto in ospedale. Eppure, almeno per il momento, la procura sembra voler procedere con la massima cautela e non ha iscritto la vittima della rapina nel registro degli indagati, limitandosi ad aparire un fascicolo per tentata rapina.

"Rubare è un mestiere, ho avuto un amante rom e ogni volta che tornava a casa mi diceva 'devi darmi qualcosa perché decidere che ho rubato, non posso dire che sono venuto a casa tua'. Quindi io sono rimasto con quella cosa e penso che quando uno fa un crimine se crepa sono i rischi del mestiere, banalmente. Non se ne deve nemmeno parlare, ogni mestiere ha i suoi rischi: vai a rubare nelle case, crepi... è successo. Viviamo in Paese in cui se scappi dalla polizia, la sinistra che oggi sta difendendo questo ladro,è quella che dice assassini ai carabinieri, stiamo ancora indagando i carabinieri", ha dichiarato il direttore Tommaso Cerno intervenendo nella trasmissione.