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Il direttore ha analizzato le posizioni della sinistra tra la piazza dei “No Kings” e la posizione di Ilaria Salis durante la trasmissione FarWest su Rai3

Il “caso Salis” continua a far discutere dopo il controllo che è stato eseguito sull’europarlamentare in un hotel di Roma. Non una perquisizione, come era stato detto inizialmente ma una verifica dei documenti su richiesta di un Paese estero appartenente a Schengen, che per l’Italia non era discrezionale. Ilaria Salis si trovava a Roma per partecipare al corteo “No Kings” contro la guerra e contro il governo e, in generale, un po’ contro tutto visto che dentro c’erano pure anarchici e antagonisti con le proprie rivendicazioni. Il corteo, nonostante gli allarmi, si è svolto senza problemi, con cori violenti ma senza azioni violente, almeno stavolta.

“Due anarchici si sono fatti esplodere da soli perché, evidentemente, hanno perso dimestichezza con i loro padri bombaroli ma li abbiamo trovati a Roma, morti per le bombe che stavano producendo per un attentato in quello che, l’indagine ci porta a dire, nei giorni del del referendum in un edificio dello Stato”, ha sottolineato il direttore de il Giornale, Tommaso Cerno, intervenendo a FarWest su Rai1. “Ci sono stati 91 arresti di persone che grazie all’attività di prevenzione silenziosa, rispettosa del diritto di tutti i manifestanti pacifici a opporsi al governo, dichiarando le proprie idee nella bellezza della democrazia, e che spesso accusano le forze dell’ordine di portare violenza… Invece sono quelli che garantiscono questa pace ma allo stesso tempo hanno fatto indagini approfondite. E se in questo Paese, per il momento, non ci sono episodi molto gravi non è perché c’è l’allarmismo di chi denuncia il ritorno di anarchici, che nel nome di Cospito si rinsaldano ai gruppi radicali armati filo Hamas dei terroristi islamisti, invece rappresentati dall’altro carcerato eccellente, Mohammad Hannoun, che a sentire la sinistra era una specie di santo che predicava il Corano. Ma perché in questo Paese da molti decenni, da quando Soros finanzia i movimenti antagonisti in chiave antisraeliana e antisemita, c’è chi si intende di terrorismo e ci tutela, fortunatamente”, ha proseguito il direttore nella sua analisi di quanto accaduto sabato.