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Il direttore de Il Tempo ha sottolineato l'ipocrisia di chi usa due pesi e due misure con la stampa italiana, che se è a sinistra è libera e se è a destra è fascista
L'attentato subito da Sigfrido Ranucci è intollerabile e su questo la politica italiana e, in generale, l'Italia si sono trovati concordi. Al giornalista è stata recapitata la solidarietà bipartisan ed è stato ribadito a gran voce che la libertà di stampa in Italia è sacra. Partendo da questi capisaldi inviolabili, però, la stampa può anche essere criticata, qualunque sia il suo editore o dovunque vada la sua voce. Ma sembra che in Italia ci sia una stampa che merita di essere più libera, e quindi più tutelata, di un'altra. Lo ha spiegato bene il direttore de Il Tempo, Tommaso Cerno, intervenendo a Lo Stato delle Cose, nella puntata andata in onda lunedì sera su Rai Tre. Dialogando con il conduttore Massimo Giletti e con Carlo Calenda, il giornalista ha commentato le parole del conduttore di Report nel corso della presentazione del libro "Genocidio" di Rula Jebreal a Montecitorio.






