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Nella sinistra di oggi la libertà di espressione è a senso unico, vale solo quando riguarda loro
Eccoli i paladini della libertà di stampa. Quelli che, se di mezzo c'è Report, scendono in piazza a gridare al fascismo e a farci la morale sui bavagli. Ma poi frequentano personaggi in stile Mohammad Hannoun, cui è contestato di agire in favore di una cellula islamista che finanzia Hamas con i soldi raccolti fra la gente che si illude di aiutare i bambini di Gaza. E non appena un giornale lo racconta, solo in mezzo al silenzio degli altri, bersagliato da intimidazioni e fatwe di imam che con Maometto c'entrano davvero poco, si ergono a vittime, minacciano querele e, indignati, dicono che la colpa è di chi fa le inchieste, pubblica i documenti, svela cosa c'è davvero dietro la cassaforte jihadista che in Italia fabbrica milioni di euro per il terrorismo. Perché nella sinistra di oggi la libertà di espressione è a senso unico, vale solo quando riguarda loro. Nulla di nuovo, figuriamoci. Solo che il Giornale non solo non tace, ma denuncia che questo secondo step è proprio il salto di qualità della propaganda islamista di Fratelli musulmani. La stessa che assolda squadre di legulei per zigzagare fra le maglie larghe delle nostre leggi e imporre le sue. La stessa che afferma che il salto di qualità della lotta per la sharia in Occidente passa dai tribunali. È già successo in Francia, succede anche qui. E così lanciamo una petizione. Contro il bavaglio nel nome di Allah.






