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Se da una parte gli intellò hanno chiesto che "Passaggio al bosco" fosse messa al bando perché troppo di destra, dall'altra parte nessuno ha chiesto (giustamente) che "Red Star Press" avesse lo stesso trattamento
La caso della casa editrice "Passaggio al bosco" continua a tenere banco in queste prime ore di apertura della rassegna letteraria della piccola e media editoria "Più libri più liberi". Editori, scrittori e intellettuali di sinistra chiedono che la casa editrice di destra venga esclusa dalla kermesse, invocandone una censura che però chiedono non venga chiamata così. Un vecchio adagio ben noto secondo il quale quando sono i buoni a farla non si deve chiamare così, perché loro sostengono essere una cosa giusta e legittima. Ma guai a chiedere che sullo stesso piano venga messa una casa editrice schierata su posizioni radicali di sinistra, invece che di destra, perché allora scende in campo il "soccorso rosso" a difendere le posizioni della "Red Star Press".









