Nuovo giorno, nuovo psicodramma. Poiché il tentativo degli antifascisti (in mancanza) di professione di cacciare l’editore Passaggio al bosco dalla fiera libraria romana Più libri più liberi è stato respinto con pernacchie, ecco subito un altro caso di fascismo incipiente su cui i nostri eroi si stanno buttando a pesce. A Macerata nel fine settimana si tiene la rassegna «Letture maceratesi», che ha la gravissima colpa di ospitare anche autori avvicinabili alla destra (fra cui il nostro Fabio Dragoni). Subito si è innescata la macchina dell’idiozia, con richiesta da parte della sinistra locale, Avs in testa, di cancellare la kermesse. Si è mobilitato il sito Fanpage, che ieri ha scomodato addirittura lo storico dell’arte Tomaso Montanari. Il quale, soltanto osservando il manifesto della rassegna (troppo futurista, pare) è giunto a fenomenali conclusioni. E cioè che «esiste una continuità dimostrabile tra l’ideologia della destra politica italiana di oggi e quella del fascismo storico del Ventennio. Quando dico continuità», spiega Montanari, «non mi riferisco alla nostalgia di parate militari o rituali littori. I leader politici che oggi si definiscono non nostalgici - a partire da Giorgia Meloni - appartengono a generazioni che non hanno vissuto il fascismo e dunque non possono ricordarlo sentimentalmente. Tuttavia, la continuità è ideologica: le idee su nazione, identità, religione, rapporto tra i sessi, uso della forza, guerra, sono sostanzialmente le stesse». Insomma, la destra di oggi è fascista, e lo si deduce da una locandina.