Il boicottaggio rosso, alla fine, è fallito. Dopo settimane di appelli, arringhe, serrate, libri coperti per protesta e spintoni intimidatori, la fiera di Roma “Più libri più liberi” chiude in positivo. Non c’è stata nessuna fuga dei visitatori: alla Nuvola di Fuksas sono passati a sbirciare volumi- ed acquistarli- circa 105mila persone. «Un dato sostanzialmente in linea con il 2024» sottolinea una nota degli organizzatori al termine della venticinquesima edizione della fiera. Dodici mesi fa, gli ingressi erano stati 110mila. La fuga dai padiglioni per punire la presenza dell’editore di destra “Passaggio al bosco” non si è materializzata: eppure l’avevano chiesta i soloni della gauche culturale italiana, da Antonio Scurati ad Alessandro Barbero, da Daria Bignardi a Caparezza.

Poi era arrivata la plateale fuga di Zerocalcare, che aveva deciso di disertare l’appuntamento con la fiera perché - parole sue- «non si condividono gli spazi con i nazisti. Ognuno c’ha i suoi paletti, e questo è il mio». Stesso copione per Corrado Augias, altro totem dei progressisti tendenza La7: «Non voglio condividere nulla con chi ha simpatie neonaziste. Non ho nulla in contrario all’esistenza di un editore con dichiarate simpatie neonaziste, però non voglio avere nulla a che spartire con lui, nemmeno lo spazio di un bel salone».