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Ultimo aggiornamento: 6:10
Nella Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne si celebra soprattutto la lotta contro la violenza patriarcale familiare. Si invitano le donne ad alzare la loro voce, a dire no a ogni forma di atteggiamento o comportamento violento da parte di qualsiasi uomo da loro conosciuto. Molestie, stupri, aggressioni, così come un linguaggio che svaluta, insulta, ferisce. Ma poco si riflette, in questa giornata, sulla violenza di uno Stato che le donne non le aiuta in nessun modo, lasciandole sole e senza strumenti. Non le aiuta né dal punto di vista economico, né rispetto al sostegno sui compiti immensi e gravosi di cura che le donne hanno sulle proprie spalle.
La povertà: le donne, specie quelle single con figli, ma non solo, sono spesso povere, nel senso che vivono con redditi minuscoli e precari. E anche quando magari il reddito del marito è più elevato e c’è un relativo benessere economico, questo non toglie che, seppure non povere formalmente, le donne si ritrovino a dipendere dall’altro, a chiedere, dunque non in condizione di libertà. E che difficilmente possano decidere liberamente di separarsi, se c’è una situazione pesante o molto pesante.
















