Numeri che non cambiano la sostanza: una donna su tre ha subìto una qualche forma di violenza nella sua vita e le donne – quando muoiono – lo fanno prevalentemente in casa e per mano maschile. La sostanza è che la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale, lungi dall’essere eradicato dalla nostra società, con un dato importante che riguarda l’aumento della violenza tra le giovani e le giovanissime, dato che si presta a una doppia lettura: maggiore consapevolezza e quindi maggiore emersione oppure più violenza nelle nuove generazioni. Ma proprio sulla consapevolezza vale la pena di fermare l’attenzione, per capire da dove si può partire per quel cambio di passo che ancora non si vede e che i recenti interventi legislativi non sono riusciti ad ottenere.

I numeri delle violenze sono stabili nel tempo

Il 21 novembre, Istat ha diffuso i primi risultati dell’indagine 2025 sulla violenza contro le donne, dopo quelle del 2006 e del 2014 (a parte viene diffusa poi quella sui femminicidi nel 2024). Nella fascia di età 16-75 anni il 31,9% delle donne ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale, nel 2014 erano il 31,5%. «Le violenze non sono in aumento – dice Maria Giuseppina Muratore, sociologa, Dirigente di ricerca Istat ed esperta di statistiche sulla violenza di genere - il dato è molto simile a quello della scorsa indagine e, se andiamo a vedere i confronti con le indagini precedenti e con i numeri dei cinque anni precedenti, è complessivamente stabile, con un aumento della violenza sessuale e una diminuzione delle violenze fisiche».