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25 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 6:15

Se nel Medioevo alle donne veniva imposta la mordacchia, oggi ci sono strumenti più sofisticati contro le donne che svelano, parlano, prendono posizione pubblica contro la violenza sessista: cause legali minacciose, intimidazioni giudiziarie e attacchi mediatici. A finire nel mirino non sono solo le vittime di violenza e attiviste femministe, ma anche operatrici dei centri antiviolenza e giornaliste che raccontano la vittimizzazione istituzionale delle donne. A volte ci sono giornaliste che vengono condannare in cause civili per diffamazione, anche se quanto hanno scritto era basato su documenti ufficiali e si trasforma la verità in un’imputata.

È lecito usare il diritto per soffocare la voce di chi denuncia violenza? La legge serve a proteggere le persone dalla calunnia, certo. Ma le vittime devono poter parlare, denunciare pubblicamente ciò che hanno subito, senza il rischio di essere trascinate in tribunale.