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Ultimo aggiornamento: 16:18
Chi ha paura del consenso di una donna? Nella Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, la coalizione di destra ha messo in scena un grottesco teatrino con lo stop alla modifica della legge sulla violenza sessuale. Il nuovo testo introduce la centralità del consenso della vittima nella definizione del reato. A bloccare l’iter, che dopo l’approvazione all’unanimità alla Camera sembrava scontato, è stata la Lega, seguita da ruota da Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Un eccesso di dietrologia potrebbe far pensare che la stretta di mano tra Giorgia Meloni e Elly Schlein a favor di telecamere sia stata una mossa per raccogliere qualche voto in più in due regioni tradizionalmente vicine al centrosinistra, in prossimità delle elezioni regionali. Una sorta di cinico spot elettorale? Più probabilmente Matteo Salvini, visto il deludente risultato elettorale di Fratelli d’Italia, ha voluto mettere in difficoltà Giorgia Meloni, che si era esposta su questo tema. Un modo per dire ‘qui comando io e questa è anche casa mia’. Forte del sostegno degli uomini della coalizione.
Dopo lo stop sono arrivate le rassicurazioni di Eugenia Roccella e di Giulia Bongiorno: la legge sul consenso si farà ma con “modifiche migliorative” e le attiviste ora temono un depotenziamento della legge… e allora? Meglio la vecchia normativa che una brutta riforma.














