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23 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:53

Chi tace acconsente, dunque. Gira che ti rigira, alla fine, si torna sempre lì. Quello che fa tanto discutere della riformulazione avanzata dalla ministra Giulia Bongiorno al ddl Stupri riporta ancora una volta la questione al punto di partenza.

La parola ‘consenso’, con l’aggiunta di altre due condizioni decisive come ‘libero e attuale’, era il centro del testo originale che aveva entusiasmato tutti per la sua portata giuridica innovativa. In altre parole: perché una donna sia davvero disponibile è necessario che dica sì, non è sufficiente che non dica no. La donna deve essere un soggetto attivo, promotore della proprio desiderio, del proprio intento e della propria volontà, e non più un soggetto passivo, pronto ad accettare quando va bene o a subire quando va male il desiderio maschile. Perché, sembrerà incredibile, ma le donne sono assolutamente capaci di dire di sì, quando vogliono dire di sì: lo dicono con le parole, con i gesti, lo dicono senza remore, con decisione e con chiarezza.