La senatrice Giulia Bongiorno, relatrice del ddl sulla violenza sessuale, ha presento una proposta di riformulazione del testo che è ora all'esame della commissione Giustizia e che sarà votato la prossima settimana.
Al centro del testo Bongiorno c'è di fatto il principio del 'dissenso' ad un atto sessuale.
In particolare nel provvedimento si chiarisce che "La volontà contraria all'atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso.
L'atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostante del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso".
Di fatto, nella proposta di riformulazione, sparisce la parola consenso - nel testo approvato alla Camera si parla di "consenso libero e attuale" a un rapporto sessuale, senza il quale scatta il reato - che era al centro dell'accordo bipartisan tra la premier Giorgia Meloni e la leader del Pd, Elly Schlein. Le pene vengono poi distinte: per la la violenza sessuale senza altre specificazioni, la reclusione si riduce da 4 a 10 anni, rispetto ai 6-12 anni del testo votato all'unanimità in prima lettura.












