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Ultimo aggiornamento: 17:47

di Domenico Tambasco

Nel dibattito pubblico sulle molestie di genere e sessuali nei luoghi di lavoro, una parola resta ancora ai margini, nonostante la sua forza dirompente: sottomissione. È una parola scomoda, perché incrina una delle certezze più rassicuranti del diritto tradizionale: l’idea che il consenso, quando formalmente espresso, basti a legittimare una relazione, un atto, una scelta.

Eppure, proprio qui si annida il cuore del problema.