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Ultimo aggiornamento: 7:20 del 7 Dicembre
Come è cambiata la narrazione della cronaca nei casi di femminicidio? Dopo anni di sensibilizzazione e formazione da parte delle attiviste dei Centri antiviolenza e di GiULIA, i giornalisti e le giornaliste hanno acquisito maggiori competenze e letture più aderenti alla realtà del fenomeno ma ancora persistono distorsioni, pregiudizi o stereotipi.
E’ stato presentato recentemente il nuovo report dell’Osservatorio Step, curato da Flaminia Saccà. Un precedente report Step che analizzava 16.715 articoli negli anni 2017, 2018 e 2019 aveva rilevato “una rappresentazione distorta, permeata da pregiudizi tendenti a vittimizzare le donne e ad attenuare le responsabilità dei colpevoli”. Ora il progetto ha prodotto una nuova ricerca con l’analisi di 2350 articoli pubblicati su 26 testate.
Se si confrontano i dati del Ministero degli Interni sui crimini contro le donne e si fa una comparazione col numero degli articoli che sono stati analizzati, emerge una discrepanza: le denunce per maltrattamenti familiari rappresentano il 51,7% delle denunce eppure gli articoli che trattano di violenza domestica sono solamente il 16% degli articoli. Accade il contrario con le uccisioni delle donne che rappresentano lo 0,3% dei crimini ma che sono stati raccontati nel 33% degli articoli. C’è una maggiore narrazione sulla violenza sessuale rispetto alle denunce (18% contro il 13,7%) e minore rispetto allo stalking (34,3% degli atti persecutori commessi, contro un 7% degli articoli analizzati che ne parlano).






