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Ultimo aggiornamento: 17:08
La Spagna si prepara a un passo storico. Il governo di Pedro Sánchez ha annunciato l’intenzione di portare in Parlamento una proposta per inserire nella Costituzione il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza. Se approvata, la riforma renderebbe la Spagna uno dei pochi Paesi europei a tutelare questo diritto a livello costituzionale, insieme a Francia e Slovenia.
L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente del governo attraverso la piattaforma X, in un momento in cui nel Paese si moltiplicano iniziative e discorsi antiabortisti promossi da amministrazioni locali di destra. Emblematica la recente decisione del Comune di Madrid – guidato dal popolare José Luis Martínez-Almeida – di approvare, con il sostegno di Vox, una proposta che prevede di “informare” le donne intenzionate ad abortire sui presunti rischi di “depressione e alcolismo” legati all’intervento.
Dietro questa escalation si muove una rete consolidata di organizzazioni ultraconservatrici vicine a Vox. Tra queste, il collettivo HazteOír, noto per le sue campagne provocatorie contro i diritti Lgbtq+ e l’educazione sessuale, e la sua emanazione Derecho a Vivir, attiva da anni contro la legge del 2010. Entrambe diffondono la narrativa pseudoscientifica della “sindrome post aborto” e rivendicano la “vita dal concepimento” come principio non negoziabile.
















