«In Fiesta di Ernest Hemingway, a un personaggio viene chiesto come abbia fatto ad andare in bancarotta, e lui risponde con una battuta memorabile: “In due modi. Poco alla volta e all’improvviso”». Prendo in prestito la citazione dal mio amico e collega Bill Emmott che, su La Stampa, riassume così la precaria situazione della democrazia americana. La bancarotta, per ora, procede lentamente. Ma c’è il timore che, da un momento all’altro, accada qualcosa di drammatico.
C’è chi lo nega, naturalmente. L’universo Maga negli Usa, per cui Donald Trump è il salvatore (da cosa, non si sa). L’estrema destra internazionale. Molte anime belle, professioniste della rimozione rassicurante. Alcuni commentatori, che godono al tal punto del disagio progressista da perdonare chiunque lo provochi.
L’omicidio di Charlie Kirk è orribile, ma non era imprevedibile. In America ci sono più armi che persone — non è un paradosso, è un numero — e l’odio spinge qualcuno a usarle. Per ora si tratta di pazzi e fanatici. Ma a costoro potrebbero aggiungersi molti altri. Guerra civile e legge marziale, ormai, non sono vocaboli impronunciabili.













