Ciò che sta accadendo nei giorni della morte di Charlie Kirk spiega molte cose. E le spiega in modo paradigmatico. Rivela tanto sulla sinistra nostrana. Si pensi infatti all'iniziale rimozione del fatto, poco dopo i colpi delle pallottole: pochissimi commenti, quasi nessuno, eccezion fatta per le parole di Matteo Renzi, non a caso il meno a sinistra di tutti, almeno per quel che concerne il metodo.

Poi ecco che il silenzio si rompe, ma soltanto per dare il là a una narrazione allucinata e allucinante: il "giustificazionismo" di sbieco. Si ma Kirk incitava all'odio, sì ma Kirk diceva cose orribili, sì ma Kirk odiava i neri e una infinita sequenza di altri "sì ma" falsi o non circostanziati. Ma il fatto che fossero falsi o non circostanziati conta zero: l'unica cosa che conta è che era appena stato ammazzato un 31enne e, da Piergiorgio Odifreddi a Roberto Saviano (giusto per citare due nomi e restando lontani dal botta e risposta tra Schlein e Meloni), era una gara a tentar di spiegare come si è arrivati a quella morte. Inconcepibile, agghiacciante, eppure reale.

Quanto accaduto dopo l'assassinio di Charlie Kirk, in una certa misura, si lega con il fatto, perimetrale ma fino a un certo punto, di cui vi diamo conto in questo articolo. Come è stato accolto quel letale colpo di pallottola ci offre una lente attraverso cui guardare un titolo proposto da Repubblica oggi, lunedì 15 settembre. L'argomento sono le elezioni del Nordreno-Westfalia, il Germania, dove Afd ha triplicato i voti rispetto alla tornata precedente, superando il 16 per cento.