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12 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 10:40
“La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana. Suona per te”.
Vale la pena partire da qui – dai citatissimi e spesso abusatissimi versi del poeta John Donne che introducono il più celebre dei romanzi di Ernest Hemingway – per cogliere il senso della morte di Charlie Kirk, il giovane “influencer” trumpiano assassinato mercoledì scorso nel corso d’una manifestazione che, nel campus della Utah Valley University, lo vedeva come unico e “stellare” oratore. Ne vale la pena – nonostante quei versi siano nel tempo diventati, citazione dopo citazione, una sorta di luogo comune – per almeno due ovvie ragioni ma, date le circostanze, per nulla scontate.















