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Una sera di inizio anno Giorgia ha guardato verso lo schermo del cellulare su cui il marito stava smanettando da ore, curiosa di vedere cosa stesse facendo. Stava navigando su Phica.eu, il sito di pornografia amatoriale che nelle ultime settimane è finito al centro di un enorme caso mediatico e ora ha chiuso, allora poco conosciuto. «Mi sono accorta che aveva pure fatto il login sul sito, e sul momento mi aveva fatto ridere perché ho pensato che ci volesse una certa convinzione per creare addirittura un profilo su un sito porno», racconta Giorgia, che preferisce non condividere il suo cognome per ragioni di privacy.

Sul momento la cosa non l’aveva particolarmente turbata, ma ripensandoci nei giorni successivi le è venuto qualche sospetto. «Ho fatto l’errore di entrare sul sito e mi è venuto un colpo. C’erano post di chiarissimo revenge porn», racconta, «tipo “questa è la mia ex, scrivetemi il peggio che pensate di lei”, “questa è mia figlia, cosa ne pensate?”». Cercando il proprio nome, Giorgia non ha trovato nulla. Così, ha provato a cercare uno username che il marito usava spesso e a quel punto sono comparsi tutti i post da lui pubblicati nei mesi precedenti. «Uno era intitolato “il culo di mia moglie”, un altro “le tette di mia moglie”», racconta.