Picha.eu è stato ormai chiuso da qualche giorno. Sul sito dello scandalo erano finite immagini sessiste e spesso artefatte di personaggi politici, da Meloni a Schlein, donne dello spettacolo e giornaliste. E come per la pagina Facebook «Mia moglie», dove venivano condivise foto piccanti delle proprie compagne, per arrivare al ban è servito troppo tempo: «È il paradosso dell’era digitale - ha spiegato Andrea Lisi, avvocato che da più di 25 anni si occupa di diritto applicato al digitale e di data protection - Spesso c’è poca consapevolezza su questi fenomeni e siti del genere vivono in una zona grigia tra l’illecito e il palesemente illegale». «Le denunce ci sono - ha aggiunto il professore universitario - ma le procure sono oberate da diffamazioni e violazioni d’immagine: mancano risorse e personale. Così, finché non scoppia il caso mediatico, difficilmente si interviene».