Dalla pagina Facebook « Mia moglie» ai contenuti porno e ai commenti offensivi di due piattaforme online: «Phica.eu» e «Comeup». Un filo rosso che la polizia postale sta seguendo per identificare chi ha postato non solo immagini di donne in momenti intimi così come nella vita di tutti i giorni, ma anche frasi a sfondo sessuale che possono incitare a commettere reati, come la violenza sessuale. C’è infatti un collegamento diretto con il profilo che gli investigatori informatici hanno chiuso la settimana scorsa dopo le ripetute segnalazioni di utenti che da tempo avevano visto quello che accadeva su «Mia moglie», dove oltre 30 mila uomini pubblicavano le foto delle consorti (ma spesso anche solo di amiche o perfette sconosciute), aggiungendo la frase «E tu cosa le faresti?». Una pagina aperta da anni che nessuna lamentela, esposto, denuncia era riuscito a far oscurare. Almeno fino a oggi. La stessa Meta, la società americana proprietaria di Facebook, ha infatti preso posizione dopo i contatti con la Postale, annunciando in quel momento di aver chiuso il profilo incriminato. Una svolta.
Siti e forum sessisti, caccia agli utenti delle piattaforme hard: «Oscurarle è difficile, i siti sono all'estero»
La polizia postale, che la settimana scorsa ha chiuso il profilo «Mia moglie» su Facebook, sta rintracciando gli autori dei messaggi che offensivi o che incitano alla violenza sessuale













