Non c’è solo il voyeurismo, il sessismo, il machismo di 700mila e più uomini affamati di immagini di donne, più o meno ignare, pubbliche e private, nel pozzo di album trafugati e di commenti osceni del sito “Phica”, chiuso dai gestori lo scorso giovedì. Dietro c’è, soprattutto, un grande business. Che potrebbe per di più essere solo il primo acino di una rete a grappolo di siti e forum assai redditizi.
Mia Moglie, Phica e gli altri siti. Cosa è successo online tra foto rubate e commenti sessisti
di Viola Giannoli
28 Agosto 2025
Di questo è convinta la polizia postale che ha inviato una prima informativa alla procura di Roma, pronta, nei prossimi giorni, ad aprire un fascicolo e ad ascoltare il gestore del sito, un italiano con server e società registrate all’estero. La postale è riuscita a rintracciarlo e a ricostruire la sua intera rete commerciale. Nelle sue tasche finivano tutti i flussi di pagamento provenienti dai domini di Phica.net e Phica.eu. Un fiume di soldi arrivato non solo grazie ai click — 600mila visualizzazioni al giorno, 20 milioni di visite al mese da vent’anni in qua, secondo le stime di Hypesat — , ma anche da un sistema raffinato di raccolta pubblicitaria, che poggiava sulla vendita di banner di siti porno estremamente remunerativi.











