Il 20 agosto, quando Meta ha deciso di chiudere la pagina Facebook “Mia Moglie”, tra le polemiche e l’indignazione, il sito “Phica.net” era ancora attivo, l’amministratore lo avrebbe chiuso soltanto il 28, dopo che un’influencer ha pubblicamente denunciato i fatti. Ma in quegli otto giorni, mentre infuriava la polemica per la Pagina “Mia Moglie” alcune sezioni del forum sono state rimosse, come quella nella quale si spiegava agli iscritti come nascondere micro telecamere nei camerini dei negozi e delle palestre. Per questo tra i tanti reati che la procura di Roma potrebbe ipotizzare c’è anche l’istigazione a delinquere e l’interferenza illecita nella vita privata.

La polizia postale non ha ancora consegnato ai pm la prima informativa nella quale viene indicato il nome del gestore (italiano) della piattaforma e anche alcuni dei soggetti che hanno postato le immagini. Gli inquirenti valuteranno anche il reato di estorsione o tentata estorsione, dal momento che una delle vittime ha dichiarato nei giorni scorsi di aver ricevuto la richiesta da parte del sito “Phica” di versare «mille euro al mese» per ottenere la rimozione di contenuti sensibili, ovvero sue foto. Inoltre era già emerso che ad alcuni utenti del portale, in piedi da venti anni e che contava circa quasi 800mila follower, era stato chiesto il versamento di un contributo per essere eliminati dagli iscritti. Due episodi che potrebbero quindi spingere i magistrati a indagare anche su altre fattispecie di reato, oltre al revenge porn, la diffamazione aggravata e la diffusione di immagini a contenuto sessuale.