Dopo il caso della piattaforma «Mia moglie» in cui gli utenti postavano foto rubate alle proprie mogli e compagne per sottoporle al pubblico giudizio, emergono casi analoghi di immagini pubblicate senza il consenso delle dirette interessate. Lo schema si ripete: scatti dati in pasto a commentatori più o meno anonimi con un corollario di frasi volgari, valutazioni sul corpo, sull’atteggiamento, sull’abbigliamento della malcapitata di turno. Googolarsi, in questi giorni, è diventata un’abitudine per molti. È capitato anche a Valeria Campagna, consigliera comunale a Latina e vicesegretaria dem del Lazio, che ha voluto denunciare pubblicamente, oltre che alla Polizia, la scoperta compiuta sulla piattaforma phica.eu: le sue foto esposte senza consenso.