«Quello che ho letto su di me è stato agghiacciante. Mi sono sentita sbagliata, spezzata in due», un misto di «ribrezzo, sconforto, delusione, paura». Dopo la donna che ha raccontato tutto in un’intervista al Corriere, ecco un’altra delle mogli finite a loro insaputa nel gruppo Facebook sul quale in tanti pubblicavano le fotografie intime delle loro partner.

«Mia moglie», la comunità virtuale di 32.358 guardoni, è una piazza chiusa mercoledì da Meta su indicazione della Polizia postale, ma la ferita di chi ha scoperto di essere stata «esposta come merce al mercato» resta quanto mai aperta. E con il passare dei giorni cresce il numero delle donne che escono allo scoperto e scrivono post, che si rivolgono alle associazioni antiviolenza o alla polizia postale.