"L’uomo che mi diceva 'ti amo', che mi chiamava 'tesoro mio', che mi diceva 'fatti bella' quando uscivamo, che mi ha sposato e giurato amore, all’improvviso è un uomo che abusa di me esponendomi come si fa con le merci al mercato": questa la testimonianza di una delle vittime del gruppo Facebook "Mia Moglie", in cui mariti e compagni pubblicavano foto e video delle proprie consorti, ma non solo, a favore di altri utenti. I membri del gruppo sarebbero stati circa 32mila. "Questa cosa ha un nome: si chiama violenza", ha aggiunto la donna. Che, ancora sotto choc per la scoperta, si è chiesta: "Possibile che per sei anni Facebook non si sia accorto di nulla?".
La vittima si è accorta di essere tra le donne riprese inconsapevolmente e date in pasto ad altri uomini dopo essere andata lei stessa a verificare su quel gruppo. Durante la sua ricerca ha notato nomi di persone che conosceva e all'improvviso si è riconosciuta in uno scatto. "Ci ho messo un po’ prima di realizzarlo - ha raccontato al Corriere della Sera - quello era il mio letto! Ero io, in primo piano. Non c’erano nomi né il viso ma è ovvio che mi sono riconosciuta. C’era la mia camera da letto, c’erano delle cose che fanno parte di me, della mia vita...".












