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20 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:48
Era piena estate quando esplose il caso del gruppo su Facebook in cui presunti mariti e compagni diffondevano foto privatissime di mogli e compagne senza il loro consenso. Secondo la procura di Roma, dietro l’account Mia Moglie non ci sarebbe un uomo, come molti avevano ipotizzato, bensì una donna. È lei – secondo quanto riporta Repubblica – la principale indagata per la diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, affiancata da un co-gestore, un uomo che avrebbe collaborato alla pubblicazione e al controllo dei contenuti. Le ultime analisi della polizia postale rivelano che entrambi avrebbero utilizzato telefoni intestati a terzi e sim anonime, nel tentativo di rendere più difficile la loro identificazione. Il caso aveva suscitato un’indignazione così potente da spingere molte vittime a pensare a una class action.
L’inchiesta è partita il 19 agosto, quando le autorità hanno scoperto un gruppo Facebook in cui migliaia di utenti condividevano foto delle proprie compagne: immagini scattate in casa, al mare, al supermercato, spesso rubate e pubblicate senza il consenso delle donne ritratte. Quelle foto, accompagnate da commenti volgari e fantasie sessuali esplicite, trasformavano la vita quotidiana di molte donne in una sorta di oscena esposizione forzata. Il gruppo, che aveva raggiunto i 32mila iscritti, includeva persone di ogni profilo sociale: ex politici, militari, lavoratori, disoccupati. La diffusione della notizia aveva portato a un veloce fuggi fuggi e una trasmigrazione su altri social.








