«Questa storia girava da giorni, ho visto che molte donne — soprattutto attiviste antiviolenza e femministe — l’avevano commentata, così mi sono messa a curiosare nel gruppo perché volevo scrivere qualcosa anch’io. Sono entrata senza iscrivermi e ho visto un po’ di commenti, uno più schifoso dell’altro. Mi sono stupita nel vedere che c’erano nomi di professionisti della mia città, gente che conosco, alcuni che ho sempre stimato, addirittura persone delle forze dell’ordine, giornalisti... Quando ho letto quei nomi sono andata a guardare le foto e altri commenti, a ritroso. Sono tornata indietro fino a maggio-giugno e a quel punto ho visto una foto... Ci ho messo un po’ prima di realizzarlo: quello era il mio letto! Ero io, in primo piano. Non c’erano nomi né il viso ma è ovvio che mi sono riconosciuta. C’era la mia camera da letto, c’erano delle cose che fanno parte di me, della mia vita...».
La testimonianza di una moglie del gruppo Facebook: «Io, tradita e umiliata. Così mio marito mi ha data in pasto ai guardoni social»
Il racconto choc: «Ho visto il mio letto, non ci credevo»












