Non è più così tardivo, come in passato, l’avvio delle donne al consumo di bevande alcoliche, non sono più così modeste le quantità utilizzate. È piuttosto aumentata la pericolosità della modalità di assunzione (vere e proprie abbuffate), la rapidità dell’instaurarsi della dipendenza patologica e lo spettro delle possibili conseguenze alcol-correlate a cui finiscono per esporsi.
I dati Oms
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pone le donne, unitamente a giovani e anziani, tra i target più sensibili rispetto all’alcol.
Lo sono perché presentano una massa corporea inferiore rispetto a quella degli uomini e una concentrazione minore di acqua nel corpo, così come una capacità di metabolizzazione dell’etanolo ridotta rispetto a quella fisiologicamente a disposizione del corpo maschile, determinando, a parità di consumo, livelli alcolemici più elevati. Tanto che sono circa 3200 i nuovi casi di cancro l’anno collegati al consumo di alcol tra le donne in Italia.
La fascia d’età 20-40










