Sport e vita sana non vanno sempre di pari passo. Anzi, i ragazzi che si allenano regolarmente consumano tra il 20% e il 30% di alcol in più rispetto a chi non svolge alcuna attività sportiva. Sono i dati, sorprendenti, diffusi dal dipartimento di Educazione ai Corretti Stili di Vita di Asl3 Liguria che ha analizzato la relazione tra adolescenti sportivi e alcol. «Siamo abituati a pensare che lo sport sia sinonimo di vita salutare sotto tutti i punti di vista ma i numeri dicono anche altro- spiega Gianni Testino, direttore del dipartimento funzionale Educazione ai Corretti Stili di Vita di Asl3 – Parliamo di dati scientificamente solidi che dimostrano come i ragazzi che praticano sport in modo strutturato, almeno tre allenamenti a settimana, consumano dal 20% al 30% in più di alcol rispetto ai loro coetanei che non fanno parte di alcun gruppo sportivo».
Numeri confermati anche dai report su 3.200 studenti genovesi tra gli 11 e i 18 anni che hanno seguito gli incontri proposti dal dipartimento di Asl3. Negli adolescenti tra gli 11 e i 13 anni il fenomeno del binge drinking (chi assume una gran quantità di alcol in un breve periodo di tempo con l’obiettivo di ubriacarsi rapidamente) coinvolge il 6% degli sportivi a fronte del 4.5% tra chi non pratica alcuna attività. Un divario che si allarga con il passare degli anni: negli sportivi tra i 14 e i 16 anni il binge drinking raggiunge il 20% mentre tra i compagni più sedentari si ferma al 15%. E nella fascia tra 16-17 anni si passa dal 40% degli sportivi che bevono per ubriacarsi al 30% dei coetanei non sportivi. Con effetti diretti anche sulle performance e la condizione fisica sul lungo periodo: chi consuma alcol è a rischio di danni muscolari e fratture, può avere problemi ai tendini e i tempi di recupero post gara si allungano.







