Milano, 5 set. (askanews) – Nei mercati internazionali il vino mostra segnali di difficoltà mentre crescono le bevande pronte al consumo, i cosiddetti ready to drink (Rtd). Stati Uniti, Giappone, Australia e Canada trainano questa tendenza, seguiti dalla Germania, mentre il nostro Paese si conferma invece un’eccezione, dove il fenomeno resta limitato e lo spumante mantiene un andamento positivo.

Secondo l’analisi realizzata dall’International wine and spirits record (Iwsr), dal 2019 al 2024 la quota globale del vino fermo è scesa dall’11% al 10%, con una previsione al 9% nel 2029. Nello stesso periodo i Rtd sono raddoppiati, passando dall’1% al 2%, con prospettive di crescita stabili.

Sul piano dei mercati, negli Stati Uniti tra il 2019 e il 2024 i volumi degli Rtd sono cresciuti con un tasso annuo composto del 14%, mentre il vino fermo ha segnato -4%. Tra il 2024 e il 2029 gli Rtd sono attesi a +1% e il vino fermo a -4%, con lo spumante previsto a -3%. In Giappone nello stesso periodo gli Rtd hanno registrato +5% annuo, contro cali del 3% per il vino fermo e dell’1% per lo spumante. In Canada supereranno il vino fermo nel 2027 e la somma di fermo e spumante nel 2028, grazie a un +2% previsto fino al 2029, a fronte di un calo del 2% per il vino fermo e di stabilità per lo spumante. In Germania, mercato tradizionalmente vinicolo, le bevande pronte al consumo hanno registrato +11% annuo nello stesso periodo, con un +4% previsto fino al 2029, a fronte di un calo diffuso dei vini. Diversa la situazione in Italia, dove nel 2024 gli Rtd hanno segnato -2% e tra 2019 e 2024 hanno chiuso a -1% annuo. Anche il vino fermo ha perso terreno (-3%), mentre lo spumante è cresciuto dell’1% e potrebbe arrivare a +2% annuo fino al 2029.