Due numeri tormentano i produttori di vino. Il primo, 3,3, certifica il calo in percentuale del consumo mondiale di vino nel 2024 (214 milioni di ettolitri) sull’anno precedente, mai così basso dal 1961. Il secondo, 5 milioni, indica le persone che hanno smesso, negli ultimi tre anni, di bere vino. Il cambio di stile di vita colpisce i Paesi che producono di più: il primato è italiano.
Il primo a uscire allo scoperto con un appello è Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, con clienti come Sting, Massimo D’Alema, Bruno Vespa tra i più di 100 in portafoglio. La proposta è un «Manifesto per il vino italiano» in dieci punti «per unire viticoltori, enologi, cantinieri, uomini e donne del marketing, consorzi, istituzioni, Regioni e Governo». Un programma che rompe con il passato, certificando la fine dell’età dell’oro e invitando ad adottare misure drastiche.











