Ottima e abbondante. La vendemmia 2025 in corso in molte zone d’Italia sarà ricordata come une delle migliori degli ultimi anni. La quantità di raccolto si prevede che raggiunga i 47,4 milioni di ettolitri, con buoni o ottimi risultati in quasi tutte le aree italiane, e con punte di eccellenza. Lo rileva l’indagine vendemmiale 2025, realizzata da Assoenologi, Unione italiana vini (Uiv) e Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) al quale si aggiunge il contributo del Ministero dell’Agricoltura. Stando alle stime elaborate, la produzione dovrebbe registrare un incremento dell’8% rispetto alla scorsa campagna, con volumi in linea con la media degli ultimi anni dopo due annate particolarmente scarse (+2% sulla media 2024-2025). Un raccolto che conferma quindi il primato produttivo dell’ltalia, seguita nella classifica globale dai competitor europei Francia (37,4 milioni di ettolitri) e Spagna (36,8 milioni di ettolitri). L’Italia si piazza al secondo posto in Europa per valore del vino e al terzo come consumo.

"Sembra che stiamo piangendo il morto non è così – riflette Riccardo Cotarella, numero uno di Assoenologi – Ci sono problemi da risolvere ma il vino ha risolto problemi peggiori, nel 1986 non c’era una bottiglia di vino sulle tavole, ma poi il vino è risolto con maggior vigoria e potenzialità di immagine e sostanza. Assurdo che un’acqua costi 2,40 euro e un Chianti 3,60, il vino è un bene per tutti. Il rischio è allontanare il vino dalla sua vera natura, non è cosa astratta dobbiamo darci da fare sia noi come enologi sia i sommelier, faccio un appello a tutti. Va dato valore al prodotto e anche al capitale immobile”.