Milano, 5 gen. (askanews) – Nei principali mercati mondiali la spesa per le bevande alcoliche continua a diminuire, mentre i consumatori destinano una quota crescente del budget ai beni di prima necessità. L’ultima indagine IWSR Bevtrac descrive un mercato globale che mostra segnali di stabilizzazione, ma senza una vera ripresa. A pesare sono soprattutto il contesto economico, il cambiamento delle abitudini di consumo e una tendenza alla moderazione che appare ormai strutturale. Le pressioni economiche e inflazionistiche incidono sulle scelte di spesa anche delle fasce di reddito più elevate: in 11 mercati su 15 analizzati (Usa, Canada, Brasile, Messico, Francia, Germania, Italia, Spagna, GB, Sud Africa, India, Cina, Giappone, Taiwan e Australia) i consumatori dichiarano di aver ridotto il budget destinato all’alcol.

In Europa e nelle Americhe il miglioramento della fiducia finanziaria osservato in Paesi come Regno Unito, Stati Uniti e Spagna non si è tradotto in un aumento dei consumi di alcol. Il quadro economico continua a condizionare le abitudini di spesa, mantenendo i consumi su livelli contenuti anche tra i redditi più alti. Le differenze emergono con maggiore chiarezza osservando i comportamenti generazionali. Tra i consumatori della Generazione Z la quota di chi beve alcol è cresciuta rispetto a due anni fa, passando dal 72% del 2023 al 74% del 2025, ma nell’ultimo anno il dato si è stabilizzato. Si riduce il divario rispetto al totale dei bevitori e cambia il modo di consumare: nelle singole occasioni si tende oggi a scegliere una sola tipologia di alcol, mentre in passato se ne bevevano in media quasi tre. Una dinamica simile riguarda anche i Millennial, pur restando il gruppo con la maggiore probabilità di consumo negli Stati Uniti. In Brasile il peggioramento percepito della situazione economica incide soprattutto su spumanti e superalcolici, mentre in Francia si registra uno spostamento dei consumi dai liquori e dai Ready to drink verso il vino.