Agennaio concluso, la sfida del Dry January, ovvero astenersi per 31 giorni dal bere alcolici per disintossicarsi dagli eccessi delle feste, diventa più che una iniziativa una tantum. Un trend che potrebbe rivelarsi più vantaggioso di quanto non si pensi, almeno sui grandi numeri di cui è fatta la salute pubblica. Sebbene, infatti, sia ormai scientificamente assodato che non esiste dose di alcol sicura quando si parla di rischio cancro, uno studio pubblicato sul British Journal of Cancer mostra che ridurre di circa il 10% il consumo di alcol in un anno, a livello di popolazione, può far calare significativamente i decessi per alcuni tipi di cancro. E in particolare: al seno per le donne e al fegato per gli uomini, e soprattutto nelle persone con più di 50 anni.

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29 Novembre 2024

I decessi per tumori legati all’alcol

Lo studio, guidato dalla Trobe University, è stato condotto sulla popolazione australiana e ha utilizzato oltre 70 anni di dati nazionali sul consumo di alcol per valutare come l’esposizione a lungo termine si associ alla mortalità per quattro tumori. Secondo questi dati, in Australia l’alcol è una causa di circa il 45% dei decessi per tumore delle prime vie aero-digestive negli uomini e del 21% nelle donne; del 15% dei decessi per tumore del colon-retto negli uomini e del 4% nelle donne; del 48% dei decessi per tumore al fegato negli uomini; del 14% dei decessi per tumore al seno nelle donne. Emergono, quindi, anche delle importanti differenze di genere. Non solo: i ricercatori sottolineano che queste stime sono più elevate rispetto a precedenti studi australiani, proprio perché tengono conto, per la prima volta, degli effetti cumulativi di decenni di consumo di alcol.