«Non esiste che ancora, nel 2025, le persone muoiono di botulino». Così esordisce l'infettivologo Matteo Bassetti al Messaggero, in un commento preoccupato sull'aumento dei casi di botulino nella calda estate italiana. Nelle ultime settimane, sono stati registrati due decessi e altri sedici ricoveri tra Cagliari e Cosenza, tutti legati al consumo di alimenti presumibilmente contaminati dalla tossina nei food truck. Tutti hanno lamentato annebbiamento e sdoppiamento della vista e problemi a parlare o deglutire.

Una questione di educazione alla salute

L'infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato un allarme: «Se ad agosto è successo in due street food, non è accidentale, non si tratta di due casi sporadici e sfortunati: è una situazione diffusa e preoccupante che denota ignoranza nel fare un'adeguata prevenzione, ma questo non solo a Cagliari o Cosenza: ovunque». Secondo il direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, infatti, «c'è un problema di grande ignoranza. Il botulino è il veleno più letale di tutti ed è assurdo che pr strada si continuano a vendere le conserve fatte in casa, secondo la ricetta che ha tramandato la nonna. Bisogna spiegare alle persone come preparare adeguatamente le conserve, perchè è evidente che c'è un problema. Non pensavo sarebbe più successo, non si può morire di botulino nel 2025».