In Italia è psicosi da botulino: tre persone hanno perso la vita a causa del virus, una grave malattia provocata dalla tossina del batterio Clostridium botulinum. Una tragedia che riporta al centro dell’attenzione la necessità di conoscere meglio questo nemico invisibile: che cos’è, come si contrae, come riconoscerlo e, soprattutto, come prevenirlo.

Che cos’è il botulino

Il termine “botulino” indica comunemente il Clostridium botulinum, un gruppo di batteri in grado di produrre una delle neurotossine più potenti conosciute. Si tratta di microrganismi anaerobi, che si moltiplicano soltanto in assenza di ossigeno. Nell’essere umano e in alcuni animali, l’infezione provoca il botulismo, una malattia che può condurre alla morte per paralisi respiratoria. I primi segnali possono essere subdoli: abbassamento delle palpebre, visione doppia o offuscata, pupille dilatate, difficoltà nel parlare e deglutire, secchezza della bocca e stitichezza. Nei casi più gravi, la tossina paralizza progressivamente la muscolatura fino a coinvolgere quella respiratoria.

Come ci si contagia

Il botulismo si presenta in tre forme principali: alimentare, da ferita e infantile. È raro – in Italia si registrano solo alcune decine di casi l’anno – ma estremamente pericoloso. La forma alimentare, la più frequente negli adulti, si contrae ingerendo alimenti contaminati, spesso conserve preparate in casa come melanzane o funghi sott’olio. Le spore del batterio, presenti nel terreno e quindi facilmente a contatto con frutta e verdura, resistono al lavaggio. In condizioni prive di ossigeno e con pH e nutrienti favorevoli, le spore “si risvegliano” e il batterio attivo inizia a produrre la neurotossina. Per comprendere se un alimento è a rischio si badi al coperchio: una rigonfiatura, o un'emissione di gas all'apertura, così come il "clac" anomalo del tappo indica che il prodotto non va consumato.