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Ultimo aggiornamento: 21:27
Esiste un antidoto per i casi di botulismo, come quelli avvenuti in Calabria dove sono stati registrati un morto accertato, un secondo decesso di una donna su cui è stata aperta un’indagine e dodici persone ricoverate in ospedale. Si tratta di un siero che “viene fatto all’estero e che compra lo Stato italiano perché fa parte della Scorta nazionale strategica degli antidoti e dei farmaci”, spiega all’Adnkronos Salute Carlo Locatelli, direttore del Centro antiveleni e tossicologico Maugeri Pavia. La scorta, nata nel 2001 dopo gli attacchi alle Twin Towers di New York è tecnicamente gestita dal centro di Pavia. “Siamo una sorta di ‘centralino’, l’unico punto di risposta medica per l’utilizzo di antidoti che fanno parte di questa scorta nazionale”, spiega ancora Locatelli.
Nello specifico, l’antidoto per i casi di botulino è costituito da “frammenti anticorpali contro la tossina botulinica (un pezzo, dunque, non tutto l’anticorpo). Quando somministrati questi frammenti entrano nel circolo, identificano la tossina botulinica e la bloccano, la legano, non facendola andare nel sistema nervoso centrale dove provoca i danni”. Il siero antibotulinico viene somministrato “per via endovenosa con una serie di cautele: con una certa velocità, una certa diluizione” per evitare eventuali reazioni, specifica ancora l’esperto che parla di una “procedura delicata a partire dalla preparazione per fare queste terapie”.











