La parola d’ordine ora è: gestire. Gestire l’accordo sui dazi, la peggiore intesa nella storia dell’Unione europea praticamente sotto ogni profilo: economico, politico, strategico. Il versante economico, innanzitutto, quello che avrà le conseguenze più dirette sulle imprese e sui cittadini. Da ieri è entrata in vigore la tariffa del 15% sul 70% delle merci europee esportate negli Stati Uniti. Un esito criticato da quelle stesse associazioni di imprenditori che per mesi, hanno appoggiato l’approccio prudente di Ursula von der Leyen. Ma adesso è il momento di guardare avanti.

Il mondo produttivo, praticamente all’unanimità, chiede di contenere i danni, con lo stesso metodo seguito finora. Comprensibile: nessuno vuole perdere un mercato da oltre 300 milioni di consumatori. Via allora a una paziente, tenace trattativa, settore per settore, prodotto per prodotto, addirittura, nel caso del vino, etichetta per etichetta. Un lavoro di rammendo per mettere più toppe possibili che potrebbe durare mesi, scavalcando anche la «dichiarazione congiunta» tra Usa e Ue.