«La trattativa europea sui dazi imposti dagli Stati Uniti? Premesso che la guerra commerciale sarebbe stata una sciagura, adesso vedremo come gestirne l’effetto. È presto per fare un bilancio: bisogna vedere come saranno le nuove tariffe dopo le esenzioni e come si rifletteranno sulla nostra economia. Bisognerà accertare come sostenere il nostro sistema Paese. Ma è inutile fare il doppio gioco come fa la sinistra: l’Europa non poteva certo rifiutarsi di sedersi al tavolo delle trattative. Anzi sarebbe il caso, una volta tanto, di riconoscere la lealtà del governo Meloni. Soprattutto da parte del Partito democratico di Elly Schlein che ha votato per ben quattro volte la fiducia all’esecutivo europeo di Ursula Von der Leyen e adesso si scaglia incomprensibilmente contro Giorgia Meloni. La sinistra proprio non riesce a non essere faziosa. Potrebbe una buona volta mettere l’interesse nazionale in primo piano rispetto alle “piccole cose” di partito...».

Parte proprio dagli eventi internazionali degli ultimi giorni, come la faticosa trattativa tra Usa e Ue sulle nuove tariffe commerciali, l’analisi politica italiana di Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr. In questa veste l’esponente di primo piano di Fratelli d’Italia gode di una visione d’insieme privilegiata. Dovendo sovraintendere alla “messa a terra” dei progetti miliardari compresi nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza. «La sinistra italiana non riesce a pensare ad un obiettivo superiore come l’interesse nazionale. Si limita a crearsi un nemico ogni giorno per poter fare polemica politica. E da oltre mille giorni il suo nemico ha un nome e un cognome: Giorgia Meloni».