Detto con un giro di parole, l’accordo con Trump - seppur a stretta di mano e non ancora del tutto precisato nei dettagli - è una botta tremenda per l’Europa, da «mai doma» a «prona» ai voleri del presidente americano.

La reazione di von der Leyen sul collaterale dei dazi al 15% è apparsa piuttosto levantina. Come a dire «sì, abbiamo chiuso un bell’accordo… c’è solo una piccola clausola… 1350 miliardi di dollari». L’Europa si impegna ad acquistare 750 miliardi di dollari in tre anni di combustibili fossili e nucleare dagli Usa (alla faccia dei tanti piani di decarbonizzazione europea); e poi a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti, paese che notoriamente è a corto di capitale d’investimento (al contrario del sud Italia o della Grecia).