Ad una manciata d’ore dall’ordine esecutivo con cui Donald Trump ha certificato i dazi al 15% l’Europa comincia a fare i conti e, sull’opportunità dell’accordo siglato da Ursula von der Leyen, non smette di essere divisa. Le cose potrebbero migliorare una volta che la dichiarazione congiunta Ue-Usa sarà ultimata. Il problema è che non si sa se e quando succederà. E cresce, a Bruxelles, il timore di navigare a vista fino a settembre, lasciando così nel limbo tre settori cruciali come quello dei farmaci, delle auto e dei chip.

Controdazi sospesi

La campanella della pausa estiva è stata più che mai tempestiva per Ursula von der Leyen. Da lunedì il Palais Berlaymont lavorerà a ranghi ridotti, tra i commissari in presenza ci sarà la delegata al Mediterraneo Dubravka Suica. Le attività, però, non saranno interrotte. Il Comitato barriere doganali, presumibilmente lunedì, dovrà formalizzare la sospensione del listone di controtariffe da 93 miliardi. La decisione, entro i 14 giorni successivi, andrà ratificata in procedura scritta dai 27 Paesi. Salvo cambiamenti dell’ultim’ora, la Commissione dovrebbe procedere ad una sospensione di 6 mesi dei controdazi e non ad una loro archiviazione.

Malumori europei