La partita resta in salita, ma ora che il canale si è ufficialmente riaperto l'imperativo è arrivare presto ad un accordo con gli Stati Uniti.

Nel day after della prima conversazione telefonica sui dazi tra Ursula von der Leyen e Donald Trump, è questo il messaggio arrivato dalla gran parte delle cancellerie europee.

Ed è un principio che vede la Commissione Ue pienamente in linea. Sul piano sostanziale nessuno in Europa non vuole un accordo con Washington. Dal punto di vista strategico accelerare i negoziati sulle tariffe significa anche evitare nuove imboscate da parte di un interlocutore che resta imprevedibile.

La telefonata intercorsa domenica tra von der Leyen e Trump non è stata la sola per la presidente della Commissione. Nelle stesse ore, la numero uno dell'esecutivo Ue ha sentito altri leader europei sul dossier dazi. A partire da Giorgia Meloni.

La premier italiana ha infatti portato avanti i suoi sforzi diplomatici per favorire il colloquio tra von der Leyen e Trump, confermando - viene spiegato da fonti di governo - il ruolo dell'Italia come ponte tra le due sponde dell'Atlantico, grazie alle eccellenti relazioni di Meloni con entrambi i leader. Fonti di Palazzo Chigi smentiscono invece che si stia lavorando a un vertice dei leader Ue a Bruxelles, con Trump in collegamento, prima del G7. Anche la portavoce della Commissione, Paula Pinho, ha spiegato di "non essere a conoscenza" di una riunione di questo tipo da tenersi a inizio di giugno.