APesaro c’era un vero e proprio sistema. Che chiedeva soldi per sponsorizzazioni a banche e aziende (con toni spesso prossimi all’arroganza), costrette poi a fatturare ad associazioni "amiche" e non direttamente all’amministrazione pubblica. È questa l’essenza dell’inchiesta che sta scuotendo le Marche. Perché, al centro delle attenzioni degli inquirenti, c’è l’ex primo cittadino pesarese, Matteo Ricci, candidato del centrosinistra a (provare a) scalzare il governatore Francesco Acquaroli. L’esponente dem, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, si è detto del tutto estraneo. «In dieci anni da sindaco mai una volta mi sono interessato di chi avrebbe realizzato i lavori». Eppure, in due lettere indirizzate ai dirigenti di Riviera Banca c’è la sua firma (oltre a quella del vicesindaco, Daniele Vimini). «Gentile Presidente, ci permettiamo di richiedere una compartecipazione economica complessiva non inferiore a 40mila euro. Siamo certi che Lei saprà cogliere lo spessore e l’interesse delle nostre proposte». Vengono citate la decima edizione di Popsophia, Candele sotto le Stelle e il Palio dei bracieri insieme al Festival Nazionale della Pizza Rossini del 2022. Due eventi oggetto della determina di spesa del 2 agosto 2022, la n.1866, che stabiliva un contributo (pubblico) di 30mila euro all’associazione Opera Maestra. L’anomalia, sulla quale gli inquirenti vogliono fare piena luce, sta nel fatto che l’istituto di credito abbia fatturato proprio ad Opera Maestra.