Il cardinale dimenticato

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A sinistra in alto: Silvano Straccini. In basso: Antonio Muggittu. A destra l’albero di Natale in piazza, 2023, per 'Pesaro nel cuore': la procura ha messo gli occhi sugli affidi di quell’evento, scoprendo un giro di mail illegali

Pesaro, 30 luglio 2025 – Ci sono mail che non dovevano esistere. E invece esistono. E raccontano, secondo la Procura, come il Comune di Pesaro abbia agito attraverso le sue partecipate come una ‘longa manus’ nelle mani di un triangolo di comando: Matteo Ricci, Massimiliano Santini e Stefano Esposto. Il meccanismo, così come delineato nell’avviso di garanzia, era chirurgico. Fondazione Pescheria e Aspes, enti controllati dal Comune, formalmente autonomi, sarebbero diventati strumenti operativi. Ricci, per i magistrati, non avrebbe percepito denaro, ma consolidava consenso e relazioni, facendo funzionare un sistema di affidamenti in grado di premiare fedeltà e alleanze.

Alcune mail, secondo la Procura, lo dimostrano. Tra Silvano Straccini, direttore generale della Fondazione Pescheria, ed Esposto, prima ancora dell’affidamento, compaiono raccomandazioni su uno "sconto" per far scendere l’importo, ad esempio, dell’acquisto dei totem sotto i 40mila euro. Con Santini, che non aveva titolo a intervenire, Straccini avrebbe condiviso documenti riservati. E così, il 26 maggio 2023 nasce il documento n. 5, quello con cui la Fondazione ha affidato a Opera Maestra la fornitura di 14 totem di Pesaro2024 per 39.833 euro. Un prezzo cesellato, secondo gli inquirenti, "limato" sottosoglia: soli 167 euro in più e lo scenario, da un punto di vista normativo, sarebbe cambiato.