Il cardinale dimenticato

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L’indagine è condotta dal Corpo forestale dei carabinieri di Ascoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Fermo e vede coinvolte a vario titolo cinque persone per corruzione, indebita percezione di erogazioni pubbliche per l’agricoltura e malversazione per circa 300.000 euro ai danni dello Stato

Fermo, 18 giugno 2025 – Corruzione, indebita percezione di erogazioni pubbliche per l’agricoltura e malversazione per circa 300mila euro ai danni dello Stato. Sono queste le accuse per cui sono indagati un consigliere regionale, il presidente di un consorzio agricolo della Valdaso con sede a Fermo, il presidente facente funzioni pro tempore e due tecnici amministratori. L’indagine, che sta facendo tremare il Consiglio regionale delle Marche e il Fermano, è condotta dal Corpo forestale dei carabinieri di Ascoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Fermo.

Secondo indiscrezioni, tutto sarebbe partito da alcuni accertamenti sul presidente protempore del Consorzio agricolo, che vive ad Ascoli Piceno, proprio dagli uomini della Forestale ascolana. Durante l’attività sarebbero emersi elementi poco chiari che avrebbero convinto gli inquirenti ad approfondire le indagini anche attraverso l’utilizzo di intercettazioni telefoniche. Il lavoro certosino svolto dagli uomini del Corpo forestale, avrebbe rotto un vaso di pandora dal quale sarebbero usciti fuori i vari coinvolgimenti, soprattutto quello del consigliere regionale. Si parla di tangenti e promesse di voto in cambio dell’attribuzione di fondi europei attraverso l’Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Al momento tutto è tenuto nel massimo riserbo, anche se i primi risultati dell’indagine sono stati già trasmessi alla Procura di Fermo, alla prefettura, al Comando regionale dell’Arma e a Roma, dove ha sede l’Agea in Italia.